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LA RICETTIVITA’ TURISTICA DEL ROERO
Un recente ed importante convegno del nostro Ordine

Relatori del Convegno a Vezza d'Alba

Organizzato dal nostro Ordine, nell’ambito della trentesima “Fiera del tartufo bianco e dei vini del Roero” di Vezza d’Alba, si è tenuto il 25 novembre scorso un importante convegno, articolato momento di riflessione sulla necessità di rendere sempre più adeguata ai tempi la cultura della ricettività alberghiera, extra alberghiera e dell’enogastronomia.

Il Gran Maestro Carlo Rista durante il Convegno a Vezza d'AlbaHa introdotto i lavori il Gran Maestro Carlo Rista inquadrando il convegno nel più vasto programma di promozione del territorio che i cavalieri del Roero da quasi trent’anni svolgono assiduamente.

«Un buon livello di ricettività – ha detto – esige professionalità, validità dei prodotti offerti, qualità del modo di porgere».

Il saluto del sindaco Carla Bonino ha sottolineato sia il trentennale della fiera, sia il costante e qualificato apporto che l’Ordine dei cavalieri ha sempre dato alla manifestazione.

Gian Mario Ricciardi, nostro cavaliere e giornalista RAI, introducendo i lavori con interessanti considerazioni, le ha anche condite con qualche garbata provocazione utile a stuzzicare un successivo confronto. Così ha sostenuto che nel turismo «pur evitando l’improvvisazione, non bisogna mai diventare troppo professionisti, ma rimanere artigiani» nel senso di preferire ad un’eventuale ottima, ma fredda professionalità, il calore umano dell’accoglienza che mette a proprio agio e fa superare la solitudine.
Carlo Rista, in qualità di membro del CdA e segretario dell’enoteca regionale del Roero, ha presentato, in sostituzione del presidente Luciano Bertello, le svariate iniziative che l’enoteca stessa, oltre all’impegno specifico dedicato al vino, da sempre attua per lo sviluppo turistico del territorio: dall’ufficio IAT per conto della Comunità Collinare, agli scambi internazionali con la Svizzera, il Palatinato e l’Olanda, al prestigioso ristorante, stella Michelin, alle numerose attività di ricerca, catalogazione, ecc … Ha pure accennato a nuove prospettive in fase di programmazione nonostante la contrazione dei contributi: valorizzazione del tartufo delle Rocche, realizzazione di un video promozionale sul Roero, attivazione di un osservatorio del paesaggio del Roero, ecc.

Il dottor Luigi Barbero, presidente dell’Ente Turismo Alba Langhe e Roero ha evidenziato alcuni confortanti dati statistici sul recente incremento di presenze turistiche nel Roero che sono passate da 40.000 nell’anno duemila, a 130.000 nel duemilanove, rappresentando oltre il 25% di arrivi e presenze su tutto il territorio dell’ATL. Il Roero conta oggi 117 strutture ricettive (54 nel 2002) e 2.200 posti letto (907 nel 2002). Auspicando un ulteriore impegno di tutte le forze in gioco, ha suggerito alcune efficaci strategie: «Fare gestione integrata nel territorio – ha detto – evitando sovrapposizioni e frazionamenti, elaborando programmi condivisi». Sottolineato, inoltre, che l’offerta turistica si è rivelata efficace in autunno, ma molto meno d’inverno, ha suggerito di “destagionalizzarla” mettendo in gioco fantasia e creatività per programmare congressi, meeting, convention, eventi sportivi, senza ricercare la grandiosità, ma spalmandone molti nei mesi di più debole attrattiva turistica. Cogliendo poi la provocazione di Ricciardi, Barbero ha posto l’accento sulla professionalità indispensabile a tutti gli operatori turistici e che può e deve ben convivere con l’”artigianato” di affabilità e di calore umano da riservare agli ospiti. Tradizione, sì, ma anche molta attenzione , ad esempio, alle innovazioni tecnologiche: «Tempo fa bastava il “passaparola” o la promozione cartacea; oggi il turismo, soprattutto dei giovani, viaggia su internet; le prenotazioni si fanno on-line. E’ quindi indispensabile fare investimenti giusti nelle tecnologie».

ARGOMENTI CORRELATI: Presentazione del Convegno sulla ricettività del Roero in occasione della Fiera del Tartufo di Vezza d'Alba 2010

L’assessore regionale al turismo e alla pubblica istruzione Alberto Cirio ha espresso considerazioni di vivace concretezza. Va bene l’offerta culturale come attrattiva, ma si rivela ancor più efficace oggi quella enogastronomica che va sostenuta da tre fattori importanti: il vino con i suoi produttori; il tartufo che va presentato nel suo alone più romantico che scientifico; le persone qualificate: la provincia di Cuneo è seconda in Italia, dopo Bolzano, per il numero di chef stellati, come il nostro Davide Palluda. Gli agriturismi sono una preziosa risorsa, ma occorre maggior responsabilizzazione dei sindaci per un controllo della loro corretta gestione ad evitare abusi dannosi. Un forte accento ha voluto mettere sull’idea che oggi il turismo non è più “di destinazione”, ma “di motivazione”: si sceglie di andare in un posto perché interessa non tanto il luogo, ma una sua specifica peculiarità o un particolare evento che vi si celebra.

Cirio ha inoltre suggerito: evitiamo l’errore di trascurare i nostri turisti abituali dando per scontato che siano ormai fidelizzati; occorre coccolarli altrettanto quanto i nuovi arrivati; attiviamoci a valorizzare anche il tartufo nero; infine, ed in chiave di ulteriore concretezza, i Comuni prestino attenzione alla necessità di bagni pubblici.

Marco Rissone, presidente della commissione vini dell’Ordine, ha descritto quale dovrebbe essere un’accorta strategia di visita guidata del turista alla cantina e vi ha accompagnato idealmente l’uditorio, con enfasi poetica unita a ricchezza di dettagli tecnici, in un percorso virtuale dalla prima accoglienza, alla sala di degustazione, al commiato. Nulla dovrebbe essere lasciato all’improvvisazione: al contrario l’accuratezza dei locali, le sobrie, ma incisive descrizioni dell’accompagnatore, l’attenzione ai dettagli dello stappare, del mescere, del descrivere, ecc. devono creare un’esperienza accattivante. La sequenza stessa delle degustazioni non dev’essere casuale, ma un intelligente percorso obbligato: Favorita, Arneis, Barbera, Nebbiolo, Roero, per terminare possibilmente con un vendemmia tardiva di Arneis.
Marco Perosino, consigliere provinciale e sindaco di Priocca, ha evidenziato l’urgente necessità di un coordinamento tra provincia, comuni e tutti gli enti interessati al turismo per condividere obiettivi ed impegni finanziari. Gli assessori al turismo dovrebbero «mettere ordine nella materia delle manifestazioni e sulle procedure di autorizzazione delle stesse».

Lo chef del ristorante “All’Enoteca” di Canale, Davide Palluda, ha esordito con una battuta di ottimismo: «Non si è mai mangiato, bevuto, dormito così bene nel Roero come negli ultimi anni». L’incremento qualitativo della ristorazione in Piemonte è confermato dal fatto di essere la regione d’Italia che detiene il più alto numero di stelle Michelin in rapporto alla popolazione. Parlando di tradizione ed innovazione in cucina, ha sottolineato che il concetto di cucina “estetica” è superato a vantaggio di una cucina “etica” nel senso di stretto legame con il territorio. Il concetto, poi, di cucina “tradizionale” è da rigettare se significa ripetitività, staticità: occorre, invece, «avere ben piantati i piedi nel territorio (mangiare è “atto agricolo” che lascia percepire il legame con il produttore), ma con la testa nelle nuvole». Insomma: territorialità e creatività.

Un caloroso ringraziamento da parte del Gran Maestro Carlo Rista all’affollata platea e a tutti gli operatori turistici in generale ha concluso il riuscito convegno.

Dante Maria Faccenda

ARGOMENTI CORRELATI: Presentazione del Convegno sulla ricettività del Roero in occasione della Fiera del Tartufo di Vezza d'Alba 2010

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